IX LONGEVITY FORUM
Roma 1 Dicembre 1995
Sala del Cenacolo - Camera dei Deputati
Modera Dr. Fausto Felli

Ringraziamo vivamente per questa testimonianza che ci ha entusiasmato e ci ha fatto capire che questo nostro modesto impegno indubbiamente comincia a gettare radici, io parlo a nome del Prof. Garbaccio perche' e' tutto merito suo, non vorrei prendermi meriti che non mi spettano pero' Franco volevo dirti una cosa: e' un lavoro quello che hai fatto, che stai facendo molto interessante perche', vedo che quando c'e' un dialogo ufficiale fra Delegazioni Governative etc. avvengono dei confronti interessanti ma niente di piu' bello dei dialoghi che avvengono fra gli esseri umani perche' c'e' una ricchezza dei contenuti, una freschezza, un qualche cosa che poi magari costruisce le condizioni perche' i dialoghi governativi diventino proficui. In fondo il dialogo governativo e' un po' come la cornice ma se dentro non si fa un buon quadro probabilmente a volte si va in giro con le cornici vuote. Siccome abbiamo una tabella di marcia abbastanza rispettata, pensavo una cosa: approfittando di questo momento in cui abbiamo fatto un break rispetto a tutti questi temi cosi' importanti anche un po' pesanti da seguire e dovendoci avviare a conclusioni che sono per noi praticamente il frutto, il succo della giornata, io volevo, se voi siete d'accordo, procedere adesso all'assegnazione del Premio Qualita' della Vita. Sono tre persone premiate quindi non toglieremo spazio e permetteremo un attimino di tornare alla discussione con un attimo piu' di freschezza e meno stanchezza. Quindi la IX edizione del Premio "Qualita' della Vita" e' giunta con la giornata di oggi al traguardo. Quest'anno sono stati premiate tre persone, tre espressioni di un attivita' relativa al settore arte e societa', relativa ai servizi sociali e relativa alla cultura, pregherei come e' consuetudine ormai stabilita nel nostro Istituto il Segretario Generale Dr. Carlo Messina a voler procedere alla premiazione.

PREMIO QUALITA' DELLA VITA 1995

Prof. CLAUDIO QUINTANO - ProRettore Universita' di Napoli @12A = <BI>Motivazione<D>: Per aver messo a fuoco con metodologia scientifica le basi di comprensione del tema qualita' della vita.

D.ssa MELANIA ANGOTTA - Responsabile Business Charter F.S. @12A = <MI>Motivazione:<D> Per aver reso il treno amico al servizio della societa' che cambia.

LUCIANO LIGABUE - Cantautore. @12A = <MI>Motivazione:<D> arte e societa' sono fuse al servizio della speranza dei giovani in tutta la produzione di Luciano Ligabue.

Modera Dr. Fausto Felli

Il Dr. Scalia Consigliere della Corte dei Conti, qui ci sono i termalisti che aspettano il suo intervento con grande attenzione perche' sono convinti che con le cure termali si potrebbero risparmiare un sacco di soldi e sono convinti che con la 502 e' arrivato il momento di mettere di fronte alle proprie responsabilita' gli Amministratori e sono convinti di tante tante cose e sono venuti qui mossi dal desiderio di partecipare ai lavori ma soprattutto desiderosi di ascoltare le conclusioni del Dr. Scalia e del Presidente Caponetto.

IX EDIZIONE LONGEVITY FORUM
Roma 1 Dicembre 1995
Sala del Cenacolo - Camera dei Deputati
Intervento del Dr. Rosario Scalia
Consigliere Corte dei Conti di Roma

Grazie Dr. Felli, grazie a voi tutti, come hanno gia' detto altre persone che mi hanno preceduto questo incontro, e' un incontro che costringe a pensare. Pero' sulla scia di quelli che sono stati e sono gli insegnamenti del Presidente Caponetto, il quale ha sempre voluto che chi stava e chi sta accanto a lui dovesse pensare con lo sguardo rivolto all'universale, ma valutando le situazioni nel particolare, direi che e' necessario per poter svolgere un nuovo mestiere che e' quello del Magistrato contabile (che oggi si dovrebbe chiamare Magistrato del buon andamento a seguito di una legge la n.20 del 1994). Non abbiamo piu' come molti di voi sapete la possibilita' di controllare dieci milioni di atti l'anno, ne controlliamo soltanto cinquecentomila sull'intero territorio nazionale. Il resto della nostra attivita' e' dedicata a capire che cosa succede nella realta' sociale. Il nostro linguaggio quindi non e' piu' un linguaggio squisitamente giuridico ma e' un linguaggio che si nutre dei termini della sociologia, dei termini dell'organizzazione del lavoro, dei termini tecnici, qualcuno ha detto che abbiamo nuovi bisogni nella nostra nuova impresa, perche' qui tutto cambia. Pero'il problema che e' stato accennato e' che bisogna cambiare la cultura degli uomini, in questa nostra nuova impresa parliamo e studiamo modelli economici e siccome durante il mio percorso di vita ho studiato, mi sono specializzato in economia regionale mi sono dovuto impegnare oggi a rispolverare alcuni temi dell'economia regionale e dello sviluppo locale. Come puo' la Corte dei Conti assistere il politico, il decisore politico in quella che noi chiamiamo "nuova valutazione delle politiche pubbliche", anche in questo campo e quale puo' essere l'incidenza di una legge statale sull'azione amministrativa a livello regionale, a livello provinciale, a livello comunale. Allora il vero grande problema per noi Magistrati Contabili che dobbiamo controllare l'esecuzione di una legge ma soprattutto quanto costa al popolo eseguire quella determinata legge dobbiamo cominciare a porci in una dimensione completamente nuova. Dobbiamo cominciare a crearci noi stessi i punti di riferimento cioe' il campo di indagine, non e' una cosa semplice ve lo confesso e quindi ringrazio Felli per avermi costretto oggi a pensare quale potrebbe essere il mio modo di controllare la 626 sul territorio. Per poter fare questo io debbo come dire spaziare, ho bisogno di spazio pero' cercate di seguire il mio intervento in una logica come dire futurista perche' bisogna pensare al futuro e non bisogna legarsi al presente perche' programmare significa guardare oltre il dato presente. Cercando di evitare errori nel presente che si possono ripercuotere sul futuro. Non e' difficile quindi prevedere un futuro nel quale i progressi tecnologici a poco meno di 4 anni dal 2000 miglioreranno la qualita' della vita anche in campo medico. I passi avanti in settori come la terapia genica e gli organi artificiali e la messa a punto di tecniche chirurgiche sempre piu' perfezionate e di farmaci sempre piu' mirati riusciranno a far vivere un numero crescente di persone piu' a lungo e in condizioni di salute migliori, questo e' il contesto macro nel quale dobbiamo addentrarci per capire la 626. Bisogna ammettere che queste previsioni hanno un qualche valido fondamento; esse rivelano alcuni gravi pericoli connessi con il tumultuoso progresso della medicina. Questo progresso sinora si e' dimostrato, dice Arthur Chatteland troppo dispendioso e moralmente ambiguo: vi e' stato un prolungamento della vita che non e' accompagnato ad un miglioramento della sua qualita'. Arthur Chatteland e' Direttore del Centro della Bioetica presso il Medical Center dell'Universita' della Pensilvania e Fondatore e Presidente dell'American Association of Bioethics e Felli mi pare che abbia accennato al discorso della bioetica, il Magnifico Rettore Giornelli ne ha parlato. E' curioso pero' vedere come l'umanita' abbia manifestato una irresistibile tendenza sempre nel corso dei secoli a rimpiangere il buon tempo andato. Il discorso del latte che si dava ai lavoratori. Ma i vantaggi pero' di una vita piu' lunga con meno invalidita' e malattie renderanno il futuro desiderabile almeno quanto il passato sempre che si riesca contemporaneamente a migliorare la qualita della vita. Se questo avverra' e se riusciremo ad accettare l'idea che non e' ne arrogante ne folle modificare la nostra costituzione biologica nella speranza di riuscire a prevenire disordini e malattie potremo affermare che i progressi della scienza medica avranno veramente reso un servizio all'umanita'. Oggi il vero problema della lotta alla malattia e' arrivare in tempo, battere la malattia prima che essa, come si dice in gergo medico possa fare il suo decorso, questa frase pero' se non verra' tradotta in qualche cosa di concreto e di operativo contiene in se l'aprirsi ad uno scenario per nulla confortante, avremo un pianeta popolato da masse di vecchi macilenti improduttivi che per l'esclusivo mantenimento della propria salute sottrarrebbero preziose risorse alla parte restante della popolazione,(parlo in termini macro- economici). Questo non e' un bel futuro per le nuove generazioni, lo scenario potrebbe diventare ancora piu' fosco, alcuni esperti ritengono che le Nazioni economicamente sviluppate dovranno rassegnarsi ad un razionamento dell'impiego delle loro tecnologie mediche piu' avanzate, altri temono che se i cittadini Statunitensi, Inglesi, Svedesi, Norvegesi, Francesi, Tedeschi, Italiani, Canadesi e Giapponesi continuassero a spendere come fanno attualmente per la propria salute l'intero prodotto nazionale lordo dei rispettivi paesi basterebbe a stento a coprire le sole spese sanitarie. Mentre nel nostro paese si continuano a registrare fenomeni di abnorme assorbimento di risorse finanziarie da parte del sistema sanitario, l'occhio vigile del decisore politico non sempre e' in grado di pilotare il sistema stesso verso i nuovi scenari che la scienza medica stessa di per se' impegnata ad autoperpetuarsi, come lo e' vogliosa qualsiasi burocrazia. In effetti sembra possibile che la scienza medica arrivera' un giorno alla diagnosi al trattamento della malattia a livello molecolare cio' determinera' un abbassamento del costo dei trattamenti, facciamo qualche esempio: attualmente trapiantare un fegato tratto da un cadavere, sempre che si riesca tempestivamente a trovare un donatore compatibile, in un bambino affetto da una grave malattia congenita e' tecnicamente impegnativo e quindi molto costoso. I trapianti di fegato sui bambini richiedono un intervento chirurgico sofisticato, una lunga ospedalizzazione, numerose trasfusioni di sangue, una terapia antirigetto protratta per tutta la vita e un' assidua assistenza al bambino e alla sua famiglia. Identificare i feti ad alto rischio per le malattie epatiche congenite durante la gravidanza e riparare al difetto con la terapia genica potrebbe risultare assai piu' economico soprattutto se la terapia potesse essere praticata precocemente una volta per tutte. In effetti oggi senza abbandonare sul grembo dell'utopia, qualcuno ha gia' parlato di utopia, le indagini cliniche piu' avanzate come la non invasiva risonanza magnetica nucleare e come le biotecnologie emergenti come i test diagnostici genetici e i nuovi vaccini preparati con i metodi dell'ingegneria genetica, sembrano dimostrare che la medicina puo' effettivamente diventare sempre piu' economica e sicura, ci vorra' molta oculatezza nella politica sanitaria, una buona dose di fortuna ma sono sicuro che un numero sempre piu' grande di persone potra' vivere a lungo e in buona salute senza spendere cifre da capogiro. Allora la politica sanitaria nuova deve rispondere concretamente ad un imperativo categorico che e' gia' nella legge che abbiamo avuto per tanto tempo il coraggio di ripetere, prevenire significa battere il tempo. Non il tempo filosoficamente definito da San Agostino perche' per il Filosofo Cristiano il tempo era l'eternita', prima di entrare in questa dimensione il nostro compito invece e' sforzarci di costruire un modello organizzatorio in grado di evitare la monetizzazione del rischio, insito nel vigente sistema. Allora la figura del controllore della salute sul posto di lavoro, di un controllore adeguatamente preparato puo' ridurre i costi sociali che derivano sia al singolo che alla comunita' dal verificarsi dell'incidente sia esso generatore di malattia professionale o sia esso generatore di infortunio. Non basta pero' posizionare nel sistema delle regole vigenti questo soggetto: occorre a mio avviso valutare la reazione che esso puo' generare, verificare anch'esse e in che modo il sistema italiano inteso come modello relazionale puo' fornire risposte concrete al bisogno del lavoratore, evitando anche in questo settore di avere un sistema degenerato in quanto tale puo' essere preso ad esempio. Cioe' per evitare il sistema degenerato, (attenzione siamo di fronte ad un discorso di lotta al sistema degenerato), la vigente legislazione ha posto in campo diversi strumenti, ha posto in campo con norme recenti l'autocontrollo degli apparati, le verifiche basate su analisi economiche, il controllo esterno di integrazione. Oggi mi sembra quanto mai utile puntare sulla sperimentazione innovativa anche in questo settore, trovare cioe' nell'interpretazione della norma una via d'uscita che solo una burocrazia illuminata potra' additare e di burocrazie illuminate in questa sala ce ne sono abbastanza. La domanda che mi sono posto e che e' opportuno qui porci e': si puo' in questo settore immaginare che la manutenzione del lavoratore come giustamente e correttamente dice il Dr. Felli, sia essa piu' o meno a rischio nei luoghi di lavoro e che sia affidata ad una persona senza professionalita' oppure gia' fin da questo momento cosi' come hanno fatto i Sindaci dei Comuni quando hanno proclamato ed effettuato la pittoresca marcia sul Campidoglio, il sistema puo' ritrovare in se' la forza per proporre il nuovo? Io credo nell'innovazione che matura nelle coscienze, che si propone all'attenzione degli interessati, che si sviluppa con pragmatismo nel rispetto della legge. Allora e' indispensabile chiedere ai rappresentanti del popolo presenti nei Consigli Regionali ed e' qui che abbasso il discorso in termini chi deve fare che cosa. Bisogna chiedere ai rappresentanti del popolo presenti nei Consigli Regionali uno sforzo culturale nel senso di una proposta organizzativa a supporto di questa norma statale e innovativa. Prevenire con metodo seguendo un modello organizzatorio che va sperimentato significa ribaltare la logica che porto' nel nostro paese ad istitutire quell'organismo che oggi si chiama INAIL, i giuristi del tempo sotto la spinta culturale dei cattolici e dei socialisti di allora dissero che l'aver addossato all'imprenditore il pagamento del premio assicurativo da versare a quell'organismo era un rischio professionale cioe' proprio dell'essere imprenditore. Abbiamo stancamente continuato a scrivere del rischio professionale riposizionando il nostro pensiero giuridico a favore del lavoratore ma nulla pero' e' cambiato, oggi che la cultura anche quella liberale ha scritto tante norme a tutela del lavoratore non e' piu' tollerabile che si faccia i conti e noi facciamo i conti cioe' valutiamo le politiche pubbliche non tenendo conto dei riflessi anche sociali che una decisione politica di tal genere puo' assumere. Mi piace ricordare quello che scrisse nel 1882 il Luzzatti, un pensiero del Luzzatti che sembra un Felli-pensiero, vediamo perche'. Nel 1882 prendendo posizione a favore della distinzione tra assicurazione contro gli infortuni e assicurazione per la vecchiaia che un progetto del Ministro del Commercio voleva abbinare egli disse: prima di fare appello ad un'altra opera di Stato per gli infortuni sul lavoro vi e' speranza che si muova l'iniziativa dei filantropi e segnatamente quella degli interessati, dice il Prof. Giornelli degli interessati, del datore di lavoro e dei lavoratori dice il sindacato, sospinta anche dalle severe leggi sulla responsabilita' esse sono mantenute, quello che dice Pirone la sanzione penale terribile. Sono convinto quindi che occorre ricollegare la professionalita' del controllore della salute e il lavoratore che non puo' non pensare ai problemi del suo simile al tecnicismo del medico, un medico che deve avere pero' l'onesta' intellettuale di usare correttamente la grande ricchezza della natura: le terme. Terme che hanno bisogno naturalmente di essere riorganizzate senza che ne sia snaturata la loro funzione. Ritorniamo ai nostri padri: i soldati romani le usavano per ritemprarsi e tornare a combattere mi pare che a quel tempo non c'era l'Istituto della pensione privilegiata ne' ordinaria ne' speciale. Un Istituto questo, quello della pensione, da me richiamato che e' stato purtroppo travisato, travisato dalla burocrazia e che la burocrazia da sola puo' ricondurre i termini della piu' corretta normalita'. Risorse finanziarie allora di fatto potrebbero essere liberate a favore del sistema termale: cio' significa una riallocazione delle risorse generate dai lavoratori, generate dalle imprese a favore degli stessi lavoratori di quelli pero' che ne hanno effettivo bisogno e delle imprese che vedrebbero ridotto il loro contributo al sistema su questo tema che presenta aspetti giuridici, sociologici, economici, psicologici, organizzativi sarebbe quanto mai opportuno che ci si continuasse a confrontare ed e' giusto che sia stato qui invitato il Dr. Pirone dell'Istituto Italiano di Medicina Sociale. Il riformatore dice sempre: si dovrebbe fare questo, lo dice anche Felli mi pare pero' che ci vuole poco per essere dalla parte dei riformatori. Grazie.