IX EDIZIONE LONGEVITY FORUM
ROMA 1 DICEMBRE 1995
Sala del Cenacolo - Camera dei Deputati
Modera Dr. Fausto Felli

La salita sembra meno faticosa quando le alleanze sugli obiettivi di comune interesse si profilano in maniera cosi' convinta ed autorevole perche' Antonio Papaleo Segretario della CISL della Ragione Basilicata, e qui rappresentante della CISL Nazionale ha fatto un grande lavoro e di questo bisogna dargliene atto tanto e' che quell'emendamento di cui stiamo parlando e' stato digerito in termini positivi e propositivi e le aspettative di un buon successo sono aumentate notevolmente proprio perche' non poteva esserci percorribilita' politica per questo emendamento se non ci fosse stata una adesione convinta da parte delle forze sindacali. Questo e' fuori discussione e quindi ringraziamo Antonio Papaleo di questa disponibilita' pensando che poi tutto sommato dei Russi che sono venuti a Latronico e sono andati via contenti non e' tanto importante che se ne sia parlato o non se ne sia parlato, la cosa importante e' che ieri sera a cena ci hanno detto tutti ritorneremo e faremo tornare anche chi non vi ha ancora conosciuto. Poi una volta fatto questo se ne parlera' perche' noi siamo pionieri. Noi sappiamo che se non ci fosse chi la realta' la vede con gli occhi di quello che dovrebbe essere e non con quello che e', indubbiamente non ci sarebbe opera umana ratificata dalla gioia dell'altissimo rischio che corre il pioniere che e' quello di perdere un sacco di tempo. Ma questo sarebbe ben poca cosa, rispetto al rischio ancora piu' grave di far perdere tempo a tutti; noi siccome siamo arrivati al nono anno avremmo la coscienza sporca per il tempo fatto perdere a tutti voi. Ci avviamo nella parte piu' importante del Convegno cioe' le conclusioni del Presidente Caponetto e le premiazioni perche' quest'anno questo Premio "Qualita' della Vita" e' entrato in questa fase di maturita' e avremo dei premiati importanti ed hanno una grossa attivita' in ambito sociale. Detto questo io ringrazio ancora Giorgio Giorgi Coordinatore dei Centri Anziani del Lazio Membro del Coordinamento Nazionale pero' parlando con lui l'altro giorno su questo discorso delle condizioni di rischio, del danno biologico faceva riferimento alla sua esperienza sindacale, esperienza pluriennale nell'ambito CGIL e io vorrei che raccontassi a tutti la storia del bicchiere del latte perche' come sono rimasto incuriosito io di questa cosa probabilmente tutti i presenti qui che non conoscono la storia del bicchiere di latte vorrebbero conoscerla anche loro e quindi ci farebbe piacere se potessi portare un tuo saluto e anche una parola sull'esperienza maturata. Come la vedi tu da Sindacalista degli anni chiamiamoli ruggenti (poi ognuno usa l'aggettivo che desidera) questa 626 rispetto alle esperienze vostre che erano, come richiamava prima Antonio Papaleo, forse ancora piu' tese di quelle che adesso ci permettono di guardare la qualita' della vita. Prima c'era il problema della sopravvivenza, c'erano problemi un po' piu' grandi, quindi ti inviteremmo a prendere la parola.

IX LONGEVITY FORUM
Roma 1 Dicembre 1995
Sala del Cenacolo - Camera dei Deputati
Intervento del Sig. Giorgio Giorgi
Coordinatore Regionale del Lazio dei Centri Anziani

Ma io non avevo minimamente intenzione di intervenire pero' il Dr. Felli, approfittando dei pour-parlez che continuamente ci scambiamo mi ha invitato a fare una riflessione sulla esperienza. Ecco io sentendo i vari interventi e riferendomi alle passate esperienze dico: ne e' passato di tempo, quindi le piattaforme rivendicative di allora, giustamente ricordava Felli, prima era uno slogan semplicissimo, era pane e lavoro era questo che noi dicevamo ai lavoratori, chi era chiamato a ricoprire responsabilita' sindacali. Poi piano piano le piattaforme sono andate diciamo cosi' specializzandosi e tra queste cose c'era la questione della prevenzione dei lavori nocivi, perche' c'era per esempio la storia del bicchiere del latte che ricordava Felli. Quando io sono entrato a lavorare c'erano determinati reparti per esempio il reparto di nichelatura (verniceria) dove davano ai lavoratori 1/2 litro di latte al giorno che doveva servire non ho capito a che, poi con il passare degli anni abbiamo saputo che non solo non serviva a niente ma era addirittura nocivo perche' il latte sciogliendo nelle mucose quel pulviscolo nocivo che avevano ingerito durante la giornata, arrecava danni allo stomaco e compagnia bella. Io mi ricordo che alla fine degli anni 60 quindi molto in la' uno degli argomenti della piattaforma rivendicativa era proprio questo: l'esame dei lavori nocivi e come farne fronte attraverso provvidenze e previdenze. Mi ricordo che dovevamo battere, e non e' che ci siamo riusciti, la mentalita' del lavoratore che voleva sempre a tutti i costi monetizzare tutto considerando che a quei tempi avere 50 lire di piu' l'ora significava avere una integrazione dello stipendio o del salario che poi alla fine del mese dava certi risultati. Pero' non era una battaglia contro il datore di lavoro ma era contro il lavoratore stesso e mi ricordo che noi non avevamo una cognizione di causa per poter dire questo lavoro e' nocivo, in quest'altro si puo' prevenire in questo modo. Io ho sentito prima la relazione del Dr. Pirone che ci sono Commissioni che studiano ma a quei tempi non c'erano queste cose, non sapevi a che Santo rivolgerti ed mi ricordo discutevamo con il datore di lavoro, pero' il datore di lavoro aveva i suoi strumenti e noi non avevamo niente, allora decidemmo di fare una sottoscrizione tra i lavoratori ed assumemmo un Consulente che a quei tempi volle 100.000 lire per seguirci in tutta la piattaforma rivendicativa. Li' venne fuori che quel lavoro era nocivo per queste cose, quell'altro etc. non mi sto a dilungare perche' io lavoravo in uno stabilimento metalmeccanico dove c'era la verniceria, la nichelatura, c'erano trattamenti di collanti per cui i solventi davano certe difficolta' alla respirazione, insomma c'erano tutta una serie di cose che poi abbiamo conosciuto con questo consulente che ci ha fatto avanzare la rivendicazione principale che era quella non di monetizzare ma di aumentare il numero dei giorni di ferie che pero' giorni di ferie che erano limitati soltanto al riposo. Pero' ecco oggi a distanza di 25 anni viene fuori che questo tipo di cura si puo' fare attraverso il Termalismo, io quest'anno ho fatto per il primo anno nella mia vita, (malgrado l'aspetto io ho parecchi anni) ho fatto una cura termale eppure ho lavorato in quello stabilimento, avevo qualche giorno in piu' di ferie pero' non avevo mai fatto la cura termale, poi per altre esperienze nelle istituzioni, ho visto per esempio che l'assistente agli asili nido andava a fare 15 giorni di termalismo, quindi e' proprio un discorso di mentalita' e' qui il ruolo del sindacato, il ruolo del Sindacato quando si parla di emendamento, quell'emendamento deve essere caldeggiato in modo addirittura rivendicativo per cui (perche' poi alla fine si risparmia) quando io datore di lavoro do' una settimana di piu' di ferie, che pero' non e' finalizzato a una prevenzione o ad una cura, e' come se gli avessi dato un prolungamento del riposo, che poi il lavoratore assatanato oggi per la societa' dei consumi, prima assatanato per una questione di vivere va' a lavorare da un'altra parte ecco queste sono le cose che bisogna vedere. Quindi l'esperienza ci ha portato ad analizzare le cose passate pero' oggi per fortuna c'e' un attenzione maggiore, pero' io dico che bisogna ancora abbattere quel sistema, c'e' chi si fece furbo e si faceva prescrivere le cure termali e questo a me costa e poi faceva, a Roma si dice (gazim) faceva gazim con la Societa' Termale, andava il primo giorno e si faceva firmare, andava l'ultimo e si faceva firmare, ecco queste cose secondo me vanno tutelate in modo migliore. Dal bicchiere del latte siamo andati a finire alla moralizzazione scusate e grazie.

Modera Dr. Fausto Felli

Grazie a Giorgi perche' hai avuto la capacita' di farci vivere dei passaggi che non dobbiamo dimenticare dell'evoluzione di questo tema che stiamo trattando. Ora ringraziando di nuovo il Dr. Parlati del Dipartimento Turismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la sua partecipazione, lo pregherei vivamente di poterci dare un saluto perche' lo so alle prese con degli impegni successivi. Lui e' stato per molto tempo il mio maestro quando alla Convenzione Alpina andavamo in rappresentanza io del Ministero dell'Ambiente, lui dell'allora Ministero del Turismo. Qui stiamo parlando di una cosa che io definirei turismo pesante, cioe' turismo non dello svago, del ludico-ricreativo ma del turismo dalle motivazioni importanti. Ma importanti o no che siano queste motivazioni chi si reca in un luogo lasciando la propria abitazione, come dice il Prof. Garbaccio trasferisce di fatto esigenze da un punto A ad un punto B e quindi trasferisce un' attivita' economica. Do' la parola al Dr. Parlati.

IX EDIZIONE LONGEVITY FORUM
Roma 1 Dicembre 1995
Sala del Cenacolo - Camera dei Deputati
Intervento del Dr. Parlati
Commissione Turismo - Presidenza del Consiglio dei Ministri

Cerchero' di essere breve perche' sono molte le sensazioni che vengono partecipando a questi convegni. Non e' nemmeno una questione di parlare di turismo solamente, e' riduttivo il termine "turismo", il turismo e' la costruzione della vita, e' la ristrutturazione civile dei territori. Forse bisognerebbe cambiare nome a questo settore. Nella mia esperienza di lavoro ho imparato che bisogna praticare l'utopia, il progetto e poi bisogna coinvolgere intorno ad un progetto i politici, altrimenti facciamo solo delle esercitazioni dialettiche. Io sono rimasto veramente molto colpito dai discorsi che ho sentito fare qui stamattina e quasi personalmente, non come Funzionario, perche' effettivamente proprio io personalmente sono ineducato sotto il profilo della prevenzione della salute, io sono un sano immaginario, ho avuto la fortuna di star bene, sono uno che ha pescato il corallo, posso fare 5 km di corsa in questo momento ma non mi sono mai curato: e' criminale, ora bisogna presentare questo progetto come un punto di perfezionamento dell'ordinamento, come un punto qualificante di civilta': e' una cosa molto seria. Io personalmente ho praticato questa cosa pensando che la cosa piu' bella che un individuo possa fare e' avere rispetto del proprio fisico, presentarsi sempre al meglio ai figli, alla moglie, agli amici, di avere sempre un po' di energia da spendere per chi ha bisogno, un po' di denaro in tasca da dare a chi ne ha bisogno. Certo, la salute e' fondamentale se si vuole essere presenti nella societa'. In un certo modo perche' si e' diversi, si parla tanto di qualita' di questo momento, ma che cosa e' questa benedetta qualita' totale, io immagino che sia qualita' dei rapporti interpersonali, pulizia dell'ambiente semplicita', cortesia, efficienza, reperibilita', anche pulizia degli ambienti. Io non mi vergogno a dire che qualche volta pulisco il bagno che chi sta nel mio ufficio deve stare in un ambiente gradevole, quindi forse bisogna usare qualche grimaldello per entrare nella testa di chi gestisce gli uffici, perche' qui non e'solamente questione delle fabbriche, c'e' una incultura pazzesca sotto questo profilo in Italia vi assicuro; e io sono il piu' incolto di tutti. Questa mattina diciamo che e' stato un po' un esame di coscienza allora che cosa facciamo? Cosa vogliamo fare? Che tipo di aiuto si puo' dare? Innanzitutto io mi complimento con chi ha fatto questo progetto: io ho fatto il Dirigente di un Ufficio Legislativo e quindi so scrivere le leggi e le relazioni tecniche, quindi se si deve fare qualcosa, utopia, progetto, compatibilita' di questo progetto con la politica, bisogna pure trovare un canale per presentare questa cosa in Parlamento chi e' pratico di iter, di leggi sa' come si lavora: il parlamentare amico ti presenta un emendamento poi fa' la mozione etc. Ora va bene questo marchingegno che e' stato inventato per entrare nella testa dei politici pero' bisogna essere molto sperimentali, molto pragmatici, molto concreti, molto semplici, ecco che cosa faremo adesso? Che cosa si fara' per seguire questo emendamento? Perche' non si cerca di far capire ad amici parlamentari che qui non stiamo chiedendo niente, stiamo chiedendo solo di far diventare realta' un progetto che e' costituzionale: la tutela della salute, cioe' non bisogna essere malati per curarsi, bisogna farlo prima e' evidente e questo e' molto importante e' un salto di qualita' importantissimo perche' crea lavoro, crea occupazione, cioe' quando si fa' il discorso delle compatibilita' politiche che poi bisogna entrare nella finanziaria, bisogna trovare i soldi, non e' una questione che si fa ma si offre qualcosa. Ecco il punto e' questo, la qualita' del progetto deve essere tale che si impone da se stessa, la relazione tecnica di una legge mira a dimostrare i vantaggi che si hanno nel fare quella legge e i svantaggi che ne deriverebbero nel non farla, quindi bisogna presentare questo progetto come un valore, come un punto, come qualcosa che aggiunge qualita' all'ordinamento, come un qualcosa per farsi belli a livello Europeo ed Internazionale, non e' una cosa da niente. Quindi il discorso dei Comprensori e' solamente un momento occasionale come il discorso del turismo. Ma stiamo parlando di altre cose qui, certamente sul territorio ci sara' piu' occupazione, avremo come effetti di questo progetto il decentramento, l'occupazione, il risparmio, l'aumento della qualita' della vita, l'attuazione del progetto della Costituzione e soprattutto la rivalorizzazione di un patrimonio che rappresenta per i territori dove esiste un momento di identita' culturale e di storia. Non possiamo far cadere le Terme di Salsomaggiore, non le conosco tutte ma so che ci sono delle Terme che sono state parte della storia di un posto, perche' lasciarle cadere, per farci che cosa? Un campo sportivo? Quindi bisogna continuare a lavorare su questo progetto cercando di presentarlo al meglio pero' con la consapevolezza che sta offrendo qualcosa, non si sta chiedendo niente. Grazie.