LONGEVITY FORUM
IX EDIZIONE
Roma 1 dicembre 1995
Sala del Cenacolo - Camera dei Deputati
Relazione del Dr. Antonio Papaleo
Segretario Regionale - CISL Basilicata

Io ringrazio per l'occasione che mi viene data tentero' di corrispondere anche alle sollecitazioni, agli interrogativi. Certamente il mio angolo di visuale, di operativita' e' limitato, essendo quello regionale, aspettando che la riforma del mercato del lavoro possa darci strumenti maggiori e migliori per operare sul territorio. Il mio intervento non avra' questa caratteristica specialistica, come quella del Dr. Pirone. Io tentero' come dicevo prima di dare un minimo di risposta ai molteplici interrogativi posti prima dal Dr.Felli, anche partendo da una connotazione sociologica. La poverta', la miseria la incultura determina un atteggiamento di indisponibilita' e di non curanza verso i beni primari quali quelli della salute. C'e' di fatto un limite che dovremmo scontare che e' questa assenza di cultura della salute come diceva Felli. Spesso si e' dovuto constatare, in particolare sul territorio, che c'e' quasi una volonta' sadica da parte di qualche lavoratore a procurarsi un danno biologico per avere l'indennizzo,questo vale per il lavoratore e per il cittadino in genere pero' ecco anche le istituzioni preposte hanno fatto poco, molto poco, in particolare hanno lasciato la prevenzione piu' generalmente intesa come la cenerentola del sistema sanitario e l'aggravante e' dato dal costo che questa assenza di prevenzione comporta in termini di assistenza, di cura, di risarcimento del danno, Felli lo richiamava e naturalmente questa e' una premessa generale che vale per l'insieme del territorio nazionale e vale soprattutto per aree marginali quali la Basilicata e poi in modo particolare per il sud di questa Regione e quindi il Comprensorio la' dove insiste lo stabilimento termale La Calda. Pero' ecco sempre piu' insistentemente sentiamo negli ultimi tempi ripetere come sia urgente, sia necessario attivare una stagione diversa del diritto, dei diritti, e il diritto alla salute necessariamente passa attraverso la prevenzione. Se un merito minimo volessimo dare alla 626 e' quello che essa ha ricentrato questo discorso, lo ha riproposto, lo ha rimesso all'attenzione dopo il lungo e inutile itinerario della 833. Prevenzione che quindi puo' trovare una considerazione ampia nel decreto legislativo 626 anche se prorogato si tenta di menzionarlo, di limarlo speriamo in bene, in questo voglio dire anche l'emendamento puo' trovare collocazione che mi sembra che sia un emendamento interessante, e' un decreto che bisogna dirlo non e' ben digerito complessivamente viene ostacolato dalle imprese che non hanno capito che questo decreto se applicato in tutti i suoi aspetti, in tutti i posti di lavoro, intanto non e' eccessivamente oneroso, forse c'e' qualche atteggiamento vessatorio di troppo e su questo si puo' discutere; pero' puo' produrre vantaggi non solo per la salute dei lavoratori ma vantaggi economici per le stesse aziende, aumento di professionalita', aumento di innovazione. Ecco e' un tentativo, Felli lo richiamava in modo intelligente, che puo' determinare innovazione tecnologiche ed organizzative e mette in sinergia momenti di qualita' delle produzioni con la qualita' della vita all'interno del posto di lavoro. Quello che dobbiamo evitare pero' e questa e' l'attenzione primaria che il tutto non si risolva nell'ennesimo business per consulenti capaci di fare solo elaborazioni cartacee, voglio dire tutti ci ricordiamo che li' c'e' un impegno che e'quello dei piani di sicurezza che possono rimanere solo piani di sicurezza. In questo un compito importante spetta sicuramente al delegato della sicurezza, lo ricordava il Dr. Pirone, anche perche' si possa far si che non sia solo questo un momento di attivazione della e per la sicurezza ma anche per la salute. Il decreto 626 ha questo merito ulteriore di sistematizzare questo groviglio di leggi che ricordava il Dr. Pirone, e puo' essere sicuramente una occasione per rilanciare il termalismo. Questo poi e' un paese strano, un paese delle stagioni, delle mode, vi ricordate la psichiatria che era stata ridotta ad un fatto patologico, insomma c'era tutto un discorso che mortificava questa branca medica, il decreto 626 che puo' recuperare il termalismo, recuperando questa semplice logica che gli e' stata assegnata di essere un terminale vacanziero, restituendogli dignita', Felli dice per la manutenzione della salute, proprio perche' ha ragione lui, rimane inconcepibile questo atteggiamento che c'e' di considerare l'uomo una cosa al di sotto di uno strumento, di una macchina, e quindi su questo e' vero che anche il Sindacato e' in grave ritardo. Perche' spesso si e' distratto, e' stato distratto in quanto in un momento di crisi che si sono succedute ha dovuto rincorrere il salario, ha dovuto rincorrere il lavoro che manca e che si perde. Con il decreto 626 si torna a parlare, ad impegnarsi sull'ambiente di lavoro, sulla sicurezza, sull'igiene, sulla salute, sul posto di lavoro, sul lavoratore in quanto uomo, manutenzione che non puo' rimanere a carico del lavoratore ma deve essere un discorso di collettivita' anche in termini di giornate retribuite. Prima si richiamava il discorso del congedo straordinario che per le cure termali non viene piu' dato, e da questo punto di vista in Basilicata ci stiamo attrezzando stiamo in una fase relativamente avanzata in quanto abbiamo sottoscritto con le controparti quelle private, i protocolli relativi agli Enti bilaterali, lo abbiamo fatto con ASSINDUSTRIA, con INDESIN, con gli Artigiani registriamo come dire per certi versi e' ovvio qualche ritardo con la parte pubblica con questo universo di pubblici diversi, disarticolati, e all'interno di questi organismi che andremo a porre un momento di contrattazione per quanto attiene queste problematiche. Una manutenzione dicevamo che puo' anche, sicuramente recuperare questi contenitori termali, facendo si che si possa determinare li' questa pratica manutentoria recuperandoli dalla stagionalita', con ovvie ripercussioni, positive riteniano noi, circa il congestionamento delle strutture ospedaliere e della discutibile e sperimentata limitatezza e discrezionalita', tra virgolette, degli studi professionali, dando oltretutto continuita' di lavoro a tanti addetti. Lui diceva 80 ma possono diventare di piu' ad esempio per quanto riguarda la realta' delle Terme La Calda lavoro particolarmente necessario proprio per aree depresse come questa. In queste aree inoltre bisognera' inventarsi anche qualche compito specialistico ulteriore per mantenere questo apparato sanitario che e' venuto montando sul territorio abbiamo tanti altri contenitori che vivono una vita molto triste, desolata e sono in via di smantellamento neanche si puo' pensare che tutto resti inalterato, proprio perche' ci troviamo in presenza della logica ormai praticata del rapporto costi-benefici a cui va ad aggiungersi una forte e consistente spesa sanitaria che li' almeno in quel Comprensorio viene portata all'esterno non solo della ASL ma all'esterno della Regione ed e' una spesa sanitaria specificatamente riferita al socio-sanitario-assistenziale. Ecco perche' noi stiamo tentando con grandi difficolta' di far capire che questo Comprensorio fosse destinatario di attenzione in direzione della medicina del lavoro e della riabilitazione piu' in generale, si potrebbe pensare sicuramente a momenti, vanno definiti, ma a momenti come dire di collaborazione pubblico- privata, penso all'ospedale di Chiaromonte con le Terme La Calda. Questa questione pero' sconta una limitata cultura locale, questo insieme di riflessioni, di impegni di pensare alto, diceva il Dr. Pirone richiamando il Presidente Caponetto, ecco il tutto sconta una cultura locale che e' formata da incrostazioni assistenzialistiche, da logiche di immobilismo, dalla cultura della delega e che non e' solo delle popolazioni ma di tutti i segmenti intelligenti della societa', a partire dalle autonomie locali. Ecco perche', come diceva Felli, e' fondamentale riuscire ad utilizzare questi strumenti legislativi nuovi che sono stati posti al servizio dei territori, delle popolazioni, delle periferie per superare la logica centralistica, che sono i Patti Territoriali, che possono svolgere questa opera meritoria di rimozione di vecchie e logore abitudini per innescare la costruttiva strategia del fare, del saper fare, del voler fare di questo si tratta, cioe' riuscire a far avanzare quella logica della sussidiarieta' che ancora manca e che stenta a venire fuori ove ogni soggetto sottoscrittore del Patto impegna non solo la volonta' ma concorre in solido alla realizzazione del progetto di sviluppo socio-economico, l'impresa con i capitali, non puo' ridursi solo e sempre a chiedere al Governo Centrale o al Governo Regionale. L'Istituzione Pubblica si adoperi per rendere snelle le procedure, per realizzare le infrastrutture che devono essere al servizio del progetto, il Sindacato per determinare le opportune flessibilita', si pensi alla formazione professionale, al regime degli orari, ai contratti di formazione lavoro, a forme di salario di ingresso, ce lo stanno ricordando i lavoratori. Noi arriviamo ultimi spesso, insomma come dice la delibera CIPE si determinerebbe un positivo intreccio di disponibilita' per altro conducibili in un apposito e preciso strumento concertativo che non a caso e' definito il forum degli interessi, occasione quella del Patto Territoriale per dare risposte all'emergenza occupazionale che in alcune aree e come questa del Lagonegrese- Sinesese-Pollino e' un vero dramma. Siamo al 50% di disoccupati, e' una polveriera sociale, e' un rompicapo speriamo di no, per lo stesso ordine pubblico. C'e' questo paradosso in Basilicata che da una parte c'e' un insediamento macro che e' quello della Fiat che attrae risorse, perche' bisogna rifertilizzare, rinfrastrutturare etc. e ci sono i 4/5 del territorio che vengono abbandonati al degrado e alla desertificazione. Ecco a partire da questo colosso industriale nazionale come puo' corrispondere in termini di attenzione a quello stabilimento, questo vale per la realta' Basilicata ma potrebbe valere anche per tutte le altre realta' laddove la Fiat opera, dobbiamo riuscire indubbiamente a smuovere le reticenze che ci sono sul territorio che sono quelle per esempio dell'Esecutivo Regionale. Verso un diverso insieme di risorse ci possano essere delle attenzioni nuove, le risorse rappresentate dal territorio, dall'ambiente, dalla salute, dal turismo. Renderle fruibili attraverso un impegno deciso, determinato in direzione delle infrastrutture materiali, dei trasporti, della viabilita', dell'energia, delle telecomunicazioni ma anche quelle infrastrutture immateriali, la qualita' della vita piu' in generale a partire dalla formazione professionale e dalla formazione di base, dall'informazione la Regione Basilicata non ha un foglio di carta stampata, arrivano i cittadini di Cernobyl e non lo sa nessuno. Voglio dire anche di promozione, di cultura, di credito, (tre punti in piu' rispetto al territorio nazionale): noi non riusciamo a mettere in rapido collegamento alcuni impegni, questo ad esempio del credito, della cultura, della promozione turistica attraverso un momento di utilizzo serio di questo trinomio che puo' dare un impulso specie in termini di imprenditoria locale, un' imprenditoria turistica ove si riesca a dare all'operatore turistico accessibilita' al credito, una diversa cultura del forestiero e riuscire ad evitare che in giro spesso si vada vendendo o rappresentando ai BIT Nazionali ed Internazionali solo immagini belle, bellissime, accattivanti ma poi non si riesce a determinare le ricadute, bisogna fare in modo che ci sia un attenzione mirata. La 626 e' un occasione perche' a partire dai Comprensori Termali, ecco come quello che io conosco questo di Latronico, si puo' determinare un momento di tipo diverso in termini di occupazione e di qualita' della vita. Il Sindacato la CISL per quanto mi riguarda sta facendo la sua parte, spesso frainteso, ostacolato, la stanno facendo gli amici, il Dr. Felli, Ponzo, Messina gli altri, spesso in modo pionieristico pero' voglio dire qualche frutto sta arrivando. Con queste iniziative si puo' riuscire a smuovere tutto quanto di incrostato, di reticente vi e' e che fa parte di una vecchia logica a cui noi non dobbiamo e non vogliamo adagiarci. Grazie.