LONGEVITY FORUM
IX EDIZIONE - ROMA 1 DICEMBRE
SALA DEL CENACOLO - CAMERA DEI DEPUTATI
Relazione del Dr. Giovanni Maria Pirone
Direttore Generale dell'Istituto di Medicina Sociale

Ringrazio innanzitutto il Dr. Felli che mi ha invitato e il Presidente Caponetto che mi ha catturato. Il Dr. Felli mi ha invitato e mi fa molto piacere di essere qui perche' e' un occasione per presentare le iniziative dell'Istituto Italiano di Medicina Sociale, un ringraziamento invece al Presidente Caponetto, che mi ha catturato, perche' il Presidente Caponetto, (sono stato uno dei suoi allievi, collaboratori del Ministero della Sanita') mi ha trasferito un insegnamento principale che e' quello di pensare alto, pensare a volare alto ma soprattutto di lavorare in maniera tale da realizzare le proprie iniziative in progetti che abbiano un grosso valore e quindi che abbiano delle ricadute per il paese e non a pensare a questioni molto specifiche o singole. Diciamo che il messaggio, non vorrei citare Kennedy per il Presidente Caponetto, ma in effetti ci sta tutto dentro nel senso che l'insegnamento principale che ho ricevuto dal Presidente scusate se lo dico ma e' pertinente alle cose che andro' a dire, e' di immaginare sempre nel proprio lavoro quello che si puo' fare per lo Stato e non aspettare quello che lo Stato puo' fare per il cittadino. Questo e' un insegnamento grosso che deriva proprio dall'impegno dell'attivita' del Presidente Caponetto nel suo lunghissimo escursus di attivita' con senso dello Stato. Ecco questo che io dico, lo dico perche' vedere il Dr. Felli e il Presidente Caponetto insieme in questo Forum mi da' molta speranza perche' il progetto che ha enunciato il Dr. Felli e' strategicamente ambizioso, gratificante ma e' un progetto che richiede una fattibilita' abbastanza organica anche di mettere insieme organismi pubblici e privati e interessi congiunti che secondo me in questo momento con il decreto 626 del quale poi daro' qualche cenno, puo' avere una collocazione estremamente utile anche per poter dare all'Europa un segno di come si puo' recepire un principio che e' quello della tutela della salute del lavoratore creando un sistema che possa realizzarla realmente. Vorrei esclusivamente cosi' fare una serie di riflessioni dando innanziatutto una connotazione di che cosa e' l'Istituto di Medicina Sociale. L'Istituto di Medicina Sociale e' l'Ente di Ricerca del Ministero del Lavoro che e' Deputato dal decreto legislativo 626/94 all'attivita' di informazione, assistenza e consulenza alle piccole e medie imprese con particolare riferimento agli artigiani per introdurre e adeguare il luogo di lavoro a quelli che sono i modelli e i principi della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro. Per l'Istituto e' un obiettivo istituzionale che persegue dalla sua fondazione nel 1922 e con molto piacere ho letto in questa relazione che c'e' un richiamo a quello che e' stato il ruolo svolto dallo stesso Istituto negli anni che vanno dal 1930 al 1943 nei quali questo Istituto e' stato il Centro Studi dell'INPS praticamente e quindi ha svolto anche attivita' inerenti modelli di organizzazione dei sistemi di prevenzione delle malattie sociali. Senza dilungarmi pero' su quello che e' l'utilita' della prevenzione (perche' in tutti i convegni e' una dichiarazione di intenti), vorrei ricordare che quello che e' il principio cardine della prevenzione sancito dall' Organizzazione Mondiale della Sanita', cioe' la tutela della salute per tutti nell'anno 2000, (tra l'altro ci siamo arrivati perche' e ' tra 4 anni che saremo nel 2000). E' un principio che viene dichiarato come principio cardine di tutta la riforma sanitaria dal 1978 con la 833, ripreso nella 502 e 517, quello di individuare iniziative, assumere modelli organizzativi e strutturali per promuovere e realizzare la prevenzione. Nel decreto legislativo 626 si trova un'arma rivoluzionaria in quanto esso e' un decreto di recepimento di ben otto direttive comunitarie, quattro del 1989, quattro del 1990. Esso praticamente rinvia agli obblighi che gli industriali, le piccole imprese, i datori di lavoro in genere hanno gia' come obbligo che deriva dalle altre direttive, sono dalla 391, 654,655,656 del 1989, 269,270,394 e 679 del 1990. Ripeto, e' rivoluzionario perche' sancisce l'obbligo pena sanzioni. Si arriva in alcuni casi anche un po' ridicoli all'arresto o a una sanzione pecuniaria di otto milioni nell'uso dei videoterminali. Laddove il videoterminale non emetta radiazioni ionizzanti basta una circolare esplicativa del datore di lavoro ai propri lavoratori con la quale si stabilisce di interrompere ogni due ore per chi lavora per 4 ore costantemente al videoterminale, il proprio lavoro per 15 minuti guardando un punto distante dal proprio sguardo superiore a 5 metri. Ecco nel decreto legislativo c'e' nell'art.89 una pena estremamente severa ma soprattutto estremamente terrorizzante nei confronti del datore di lavoro che si trova disinformato e delle volte spaventato perche' incomincia a temere anche su come deve proteggere il lavoratore dal videoterminale. Detto questo vorrei appunto ripetere che il decreto 626 sancisce l'obbligo per il datore di lavoro di informare il lavoratore e quindi ad adottare un modello di organizzazione del lavoro mirato alla prevenzione; sancisce l'obbligo soprattutto, ed e' il punto piu' importante, di valutare il rischio presente sul luogo di lavoro. Allora quali sono i fattori di rischio presuntivamente che la Comunita' Scientifica, la Medicina del Lavoro ci insegna? Se c'e' un fattore di rischio ambientale o di luogo di lavoro su questo il datore di lavoro dovra' organizzare degli interventi strutturali; dovra' modificare, se non e' gia' in regola, attraverso interventi strutturali sul luogo di lavoro. Poi c'e' una serie di interventi da realizzare sul fattore uomo e questi sono: l'utilizzo di strumenti di protezione individuale come sono scritti nella Gazzetta Ufficiale e quindi diciamo non c'e' da discuterne. Poi c'e' il discorso piu' importante sul quale e' interessato l'Istituto di Medicina Sociale perche' e' tra gli obiettivi istituzionali propri dell'Istituto quello di fornire informazione sul corretto comportamento lavorativo che poi si traduce in un adeguato stile di vita. Le informazioni di educazione sanitaria devono essere rivolte al lavoratore, devono contenere un rinvio a quello che e', come giustamente il Dr. Felli indicava, l'art.16 che e' relativo alla sorveglianza sanitaria che al capo B prevede degli accertamenti continui sul proprio stato di salute, allora e' necessario quindi che ci si occupi di questa questione di come raggiungere nel migliore dei modi il lavoratore per aiutare il lavoratore stesso a tutelare la propria salute, la propria salute che e' il benessere psichico e fisico appunto quello che dicevo al principio. Come fare? Permettetemi di dire due parole sull'Istituto di Medicina Sociale, noi ci siamo candidati a fornire informazioni riguardo ai lavoratori, abbiamo una convenzione quadro gia' in essere con la Confartigianato e il 12 di dicembre presenteremo una guida ad uso delle strutture tecniche della Confartigianato e quindi rivolto ai lavoratori su come redigere il documento di sicurezza, come informare i lavoratori, quindi una convenzione con la Confartigianato. Abbiamo anche una convenzione quadro, abbiamo presentato dei pacchetti formativi al Ministero del Lavoro con la CISL INAS e IAL Nazionale, con la CGIL con l'ALFOR sempre con il Ministero del Lavoro e anche con l'AISCRIS che e' l'Associazione della Confindustria che cura appunto l'attivita' informativa. Per fare cosa? Guide informative di comportamento lavorativo, corsi di formazione per i rappresentanti della sicurezza e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, un servizio di aggiornamento telematico di carattere tecnico-scientifico per i datori di lavoro, ma soprattutto una informazione diretta ai lavoratori. Quindi il nostro e' un investimento di trasferimento delle conoscenze mirato ai lavoratori affinche' assumano un comportamento lavorativo ed uno stile di vita adeguato per tutelare il proprio benessere psico-fisico. In questa direzione credo che i controlli periodici, il Dr. Felli parla di manutenzione, quindi i controlli periodici, il monitoraggio dello stato di salute, portino all'applicazione dei protocolli diagnostico-terapeutici standardizzati dalla Comunita' Scientifica e dal Consiglio Superiore della Sanita', (perche' noi abbiamo il Consiglio Superiore della Sanita' che in effetti ha fatto molto in questi ultimi decenni). Esistono dei protocolli standardizzati su come prevenire tutte le malattie che possono insidiare i lavoratori. Ma non bisogna pensare solo al lavoratore bisogna partire dal lavoratore che e' parte della collettivita'. Il vigile urbano tanto per fare un esempio: noi abbiamo una convenzione con il Comune di Roma, stiamo studiando l'inquinamento acustico del vigile urbano, ci stiamo rendendo conto che il vigile urbano che lavora a Piazza Venezia per 6 ore poi si mette in macchina e fa altre 2 ore inquinato dal rumore per tornare a casa e poi magari va' in un ambiente di vita dove ha lo stesso inquinamento. Allora voglio dire e' sullo stile di vita, che bisogna incidere con un informazione corretta e adeguata. Quindi io credo che il monitoraggio dello stato di salute che e' prospettato di realizzare presso i Comprensori Ecologico Termali potrebbero certamente essere utile. Sono estremamente favorevole a questa proposta: coniugare sia gli interventi di diagnostica precoce ma soprattutto coniugare ad iniziative di educazione sanitaria e di terapia dello stress psico-fisico frequentissime in tutti i lavoratori. Realizzare un modello di intervento di prevenzione primaria eccezionale, se pensiamo che l'Istituto Superiore di Sanita' ha ormai in piedi da circa 5 anni un osservatorio sullo stress del manager. La sindrome da affaticamento ed il discorso dello stress sono molto studiati anche dal CNR. Da cinque anni c'e' un programma di studio dello stress incentrato sui problemi psicologici e alle modifiche delle secrezioni anche ormonali. Tanto e' vero che gli indirizzi del CNR sono stati modificati e mentre nei primi programmi del progetto FATMA si parlava di stress e di approccio psicologico di psicologia sociale, adesso si parla di psico- neuro-immuno-endocrinologia. Praticamente, nei dati dell'Istituto Superiore di Sanita', per manager o lavoratori che sono sottoposti allo stress di dover assumere decisioni in breve termine, sono state evidenziate alterazioni che partono dagli aspetti psichici ma hanno riflessi di tipo ormonale con depressione dell'immunita'. Quindi se noi dobbiamo affermare che e' necessario che ci sia la tutela della salute del lavoratore noi dovremmo vederlo nella propria integrita' creando un modello di intervento e su questo i Comprensori Ecologico Termali possono affrontare la prevenzione primaria che non consista solamente nel prevenire l'insorgenza di malattie con la diagnostica precoce (che per alcune patologie ha un valore per altre e' difficilissimo). Infatti io posso farmi un elettrocardiogramma, non avere nessuna alterazione e dopo 5 giorni avere un infarto, per altre invece alcuni indicatori che la ricerca mette a disposizione possono essere estremamente importanti, io vedrei anche una attivita' di prevenzione attraverso corsi di informazione, di educazione e salute, di benessere psico-fisico, di tutte quelle iniziative che possono essere assunte nelle terme e quindi non trasformare i Comprensori Ecologico Termali solo in cliniche per la prevenzione ma cliniche per la prevenzione ma anche promozione di iniziative per il benessere psichico. Ecco quindi io ritengo estremamente utile proporre in questo momento e in questa sede di discussione la proposta che ci sia questo emendamento a quello che e' l'art.16 della 626 magari bisognera' combinarlo meglio sul testo del Senato perche' avra' assunto un altro numero nel testo di modifica e introdurre e quindi rispondere ai tre quesiti che ci ha proposto il Dr. Felli l'esigenza di un contratto di manutenzione del lavoratore certamente l'esigenza di poter trasformare, e su questo l'Istituto di Medicina Sociale puo' interagire con la Direzione Generale dei rapporti di lavoro coinvolgendo anche gli Istituti Universitari deputati a quello che puo' essere la ricerca per poter definire gli aspetti di rilievo per la contrattazione collettiva. Non abbiamo dati certi di correlazione lavoro e malattia professionale anche se i tumori rappresentano i principali problemi delle malattie professionali. Abbiamo ancora molti aspetti da approfondire mentre sono notissime le correlazioni da un punto di vista scientifico, laboratoristico non abbiamo dati statistici certi sul rapporto malattia professionale, lavoro. Allora io credo che la 626 metta in moto anche un sistema di interessi pubblici, di interessi dell'INAIL l'Ente Assicuratore che deve anche aprirsi alla prevenzione, un interesse dei sindacati ad informare il rappresentate della sicurezza affinche' svolga un ruolo costruttivo all'interno del processo di realizzazione di un modello che e' nuovo per noi e il poter avere un "chi fa e cosa" cioe' avere la disponibilita' di strutture mirate prevalentemente alla prevenzione come questa vostra proposta che avra' una sua fattibilita' da verificare dal Dr. Felli. Programmi valutati per il Ministero del Lavoro che possono poi essere tradotti nei contratti collettivi di categoria e' interessantissimo, e' interessantissimo soprattutto se poi noi possiamo istitutire eventualmente una banca dati di quelle che sono le mansioni previste dai contratti e quindi le procedure di lavoro e confrontare le mansioni a cui e' sottoposto qualsiasi lavoratore dal saldatore a qualsiasi tipo di attivita' lavorativa prevista da mansione rispetto a quelle che sono le indicazioni del corretto comportamento sul luogo di lavoro. E' estremamente stimolante partecipare a questo vostro progetto e ringrazio ancora il Dr. Felli per averci invitato perche' noi siamo estremamente interessati a poter contribuire in qualche misura a questa iniziativa che mi sembra innovativa ma soprattutto gratificante dal punto di vista del lavoro che si potra' svolgere. Grazie.

Intervento del Dr. Fausto Felli a conclusione dell'intervento del Dr. Giovanni Pirone

Ringraziamo il dott. Pirone perche' ha centrato con un intervento molto preciso, molto dettagliato quello che e' il passaggio fondamentale che vorremmo compiere con questo dibattito, uno stimolo, un pezzettino di strada da compiere pero' lo stile e' quello di entrare nel vivo del discorso e io credo che le rappresentanze termali presenti in qualita' di osservatori possano considerare con questo lavoro si stiano aprendo delle prospettive interessanti, ringrazio il Dr. D'Alessio Segretario Generale della Federazione Maestri del Lavoro presente, quindi come vedete oggi e' una giornata di vero lavoro quindi i Maestri del Lavoro, il Ministero del Lavoro, quindi una giornata dedicata al lavoro, alla tutela della salute dei lavoratori, il Sindacato dei lavoratori. Quindi e' una giornata che ci fara' faticare non poco, ringrazio il Prof. Mario Giancotti, Presidente dell'Istituto Italiano di Epistemiologia per la presenza e Stefania Capaldo Coordinatrice del Comprensorio Ecologico Termale di Ischia, l'Avv. Catalano Coordinatore del Comprensorio Ecologico Termale di Fiuggi e il Prof. Quintano Pro-Rettore dell'Universita' di Napoli che premieremo alla fine di questo dibattito per un libro: "La Qualita' della Vita Urbana dell'Area Metropolitana di Napoli secondo la percezione degli abitanti". E' una cosa che ci ha veramente riempito di gioia perche' come Istituto per la Qualita' del Vivere abbiamo avuto al conferma che nove anni di lavoro non sono passati invano a dare dei piccoli stimoli da parte nostra di piu' non potevamo fare. Dopo aver fatto questi ringraziamenti, ringraziando Giorgio Giorgi del Coordinamento Nazionale dei Centri Anziani di cui e' Coordinatore del Lazio di avermi dato fresco, fresco di stampa un articolo uscito sulla rivista "Anziani e Societa'" che va' a tutti i Centri Anziani d'Italia,"inaugurata a Latronico l'Officina della Salute: turismo e salute alle Terme La Calda per 250 anziani di Roma" era l'esperienza dell'Officina della salute e ringrazio Giorgi perche' questa tempestiva presenza dell'articolo mi permette di ricordarmi che abbiamo passato un anno effettivamente a lavorare non solo a dare idee. Il Dr. Antonio Papaleo Segretario Regionale della CISL Basilicata dopo tutto quello che ha detto il Dr. Pirone sentiamo la voce del Sindacato.