LONGEVITY FORUM
IX EDIZIONE - ROMA 1 DICEMBRE 1995
SALA DEL CENACOLO - CAMERA DEI DEPUTATI

Apertura dei lavori del
Presidente dell'Istituto Italiano per la Qualita' del Vivere
Dr. FAUSTO FELLI


Diamo inizio alla IX Edizione del Longevity Forum, il tema dell'incontro
e' molto, molto avvincente e finalmente dopo tanto preparare le cose,
tanto attendere,ci siamo candidati ad una funzione di proposta piu'
concreta,fedeli all'idea che quando i grandi panorami non partoriscono
fatti concreti (grandi o piccoli che essi siano), questi grandi panorami
sono destinati ad essere una funzione piu' collegata alle attivita'
oniriche che a quelle che servono per la vita di tutti i giorni.
Oggi per la vita di tutti i giorni abbiamo di fronte un tema molto
importante che e' quello della tutela della salute in ambito lavorativo
da una parte, dall'altra la presenza di una rete di strutture termali
che potrebbe dare risposta a queste esigenze di milioni e milioni
di lavoratori ovvero le strutture termali che invece sono tenute come
dire in un utilizzo parziale e comunque non rispettoso delle potenzialita'
che esse esprimono.
Giusto una settimana fa eravamo a Saint Vincent ad un Convegno Internazionale
sul Termalismo e facevamo notare che le terme utilizzano un bene che
e' l'acqua,che e' di proprieta' dello Stato, le terme sono un bene
pubblico affidato in concessione ad un soggetto privato o pubblico
che sia, il quale ha l'obbligo di trasformare questa risorsa acqua
in una risorsa economica, in una risorsa occupazionale. Questo signore
dunque che esce con la concessione in tasca data dallo Stato e ritrova
poi lo stesso Stato a mettere come si suol dire "i bastoni fra le
ruote".Perche' di fatto il termalismo non si e' mai potuto sviluppare?
Noi riteniamo che oggi il termalismo si puo' candidare autorevolmente
per espletare quella funzione di manutenzione della salute dei lavoratori
che da una parte potrebbe dare una grossa mano a ridurre l'incidenza
di spese dirette ed indirette (farmaci, i seimila miliardi che lo
scorso anno l'INPS ha speso solo di giornate di malattia, cioe' parliamo
di decine di migliaia di miliardi che possono trovare una adeguato
ostacolo nella corsa alla spesa che invece sembra dover proseguire
senza freni.
Quindi questa edizione del Longevity Forum e' un edizione un po' particolare
cioe' per la prima volta dopo nove anni scendiamo dai massimi sistemi,
cosi' dalle valutazioni come dire di carattere generale, bellissimo
perche' ci ha portato su itinerari gradevoli: la qualita' della vita,
la solidarieta' e quant'altro per affrontare un tema concreto attraverso
addirittura la proposta di un emendamento alla legge 626 che potra'
dare una risposta concreta alle finalita' che la legge si propone
di raggiungere Indubbiamente le conseguenze di una presenza delle
terme in questa funzione di manutenzione potrebbe voler dire per il
sistema termale la creazione di un flusso significativo, la stabilizzazione
dei profili economici, occupazionali e quant'altro. E quindi anche
una specializzazione delle terme che potrebbero finalmente uscire
da questa ridicola rincorsa o confronto con il mondo del farmaco perche'
c'e' stato tutto un periodo in cui si diceva che le terme erano meno
del farmaco. Il presidio terapeutico termale ha una sua validita'
e come tutti i presidi terapeutici ha una sua area di applicazione.Non
esiste un farmaco che vada dall'influenza alla neoplasia come non
esiste una attivita' termale che si debba riferire a tutti i mali
dell'umanita'.
Quindi fra tutte le funzioni che le terme espletano in maniera rigorosa
sono quelle della capacita' di aiutare la manutenzione di uno stato
di efficienza psicofisica con un costo contenutissimo e soprattutto
in grado di ridurre la componente farmacologica diretta e permettere
al soggetto di non andare incontro a quelle malattie iadrogene che
spesso sono collegate all'uso eccessivo dei farmaci. Il mio dovere
e' di collegare un pochino l'ottava edizione con la nona e di dare
degli spunti di attenzione a voi perche' questa tavola rotonda indubbiamente
e' una tavola rotonda di alta specializzazione presenteremo i relatori
e ci renderemo conto che la preoccupazione di questa edizione e' di
collegare in presa diretta le preoccupazioni economiche con le preoccupazioni
di qualita' e di contenuti.
Le preoccupazioni economiche sono indubbiamente notevoli perche' si
sta trattantdo di sistemi che hanno un peso nell'economia nazionale
e regionale notevole si sta' parlando di sistemi che riguardano da
vicino ciascuno di noi da una parte, e dall'altra si sta' parlando
di un tema: "la salute" che nel mondo produttivo che finalmente sta'
atterrando grazie a questo decreto legislativo su dimensioni nuove
anche se da perfezionare ma comunque su dimensioni nuove. Ed e' in
questa visione che ci accingiamo a iniziare questi lavori non senza
aver ricordato che l'anno scorso ci eravamo lasciati con l'aspettativa
di poter finalmente vedere una politica territoriale, una politica
comprensoriale capace di trasformare delle risorse potenziali di una
determinata area in risorse reali in grado di favorire la nascita
prima e la crescita poi di servizi sociali, di servizi per la qualita'
del vivere, ovvero servizi al tempo libero, alla cultura e alla salute.
Ecco durante quest'anno e' successa una cosa molto importante non
certo per merito nostro ma se non altro potremmo dire di aver fatto
la nostra parte, il CNEL ha emanato con i patti territoriali uno strumento
di rivisitazione dell'antico modo di concepire lo sfruttamento delle
risorse territoriali dando una collocazione istituzionale a un fermento
di volontariato del quale abbiamo fatto parte e facciamo parte ma
che comunque non poteva esso stesso come dire di fatto trasformare
le cose orientare o far.
Il 23 aprile 1995 con un decreto legislativo il n.123 art. 7 veniva
dato mandato al CIPE di analizzare queste proposte di patto territoriale
e di validarle per la candidatura ai fondi strutturali.
Quindi l'anno scorso ci siamo lasciati pensando che un popolo di volontari
nei 30 comprensori dislocati nelle varie parti del nostro paese potessero
improvvisamente trasformarsi in apostoli capaci di convincere sindaci,
presidenti di giunta regionali, provinciali, imprenditori, rappresentanti
della Comunita' economica europea, mondo politico, operatori etc.
metterli tutti insieme e poi alla fine con la forza che deriva dall'esser
convinti e dall'idea conseguentemente di saper convincere gli altri
questi territori avrebbero potuto vedere nuove aspettative diventare
realta' etc. In realta' questo e' avvenuto e per quanto si voglia
vedere la vita con occhio disincantato e per quanto si voglia essere
scettici e' avvenuto, avviene anche questo fra le persone che vogliono
fare le cose in particolare in Basilicata per esempio il Comprensorio
Ecologico Termale del Pollino-Sirino- Maratea ha avuto una stagione
di fermento di dibattito, di incontri, di sindaci, istituzioni, Regioni,
c'e' stato effettivamente una stagione di presa d'atto della necessita'
di creare una cultura dell'utilizzo della risorsa locale e non una
cultura dell'attesa di risorse che da lontano dovevano venire per
risolvere i vari problemi . In poche parole e' stato attivato un grande
centro termale, ci sono circa 80 persone che gia' cominciano a lavorare
ed e' un modello che ha coinvolto le istituzioni, la Camera di Commercio,
Regione, la Provincia cioe' intorno ad un modello convincente, serio
ancora ci si raccoglie per operare come ci si raccoglie ancora attorno
ad un camino quando il fuoco e' acceso e si ha freddo e si ha voglia
di stare insieme. Quindi quando si fanno poi questi incontri si cerca
di trovare i sistemi d'azione sagomati sui profili di scetticismo
medio che fa testo cioe' quindi si pensa all'essere umano come una
sorta di soggetto che o per obbligo o per ricerca di vantaggio si
possa muovere noi abbiamo dimostrato nei fatti che oggi c'e' una grande
parte di questo paese che si vuole ancora muovere perche' ha piacere
di farlo e perche' crede in quello che fa, perche' vuole qualcosa
e si adopera per ottenerlo. Ecco questo e' molto bello e questa e'
una testimonianza di vitalita' che va raccolta e che penso possa dare
significato poi alla collocazione istituzionale di queste istanze,
nei patti territoriali a patto che questi sforzi di recupero delle risorse
territoriali vengano ad essere proiettate verso che cosa? Non verso
la specializzazione nel saper chiedere fondi per realizzare queste
opere e queste cose perche' quella e' una specializzazione che ormai
e' un po' cosi' superata, nel senso che non e' sufficiente realizzare
un bene, un'opera ma e' necessario prevederne il funzionamento nel
tempo. Noi l'anno scorso parlammo scherzosamente di utenzodotti ovvero
di quei sistemi di adduzione di utenza verso un dato luogo, sistemi
che garantivano a quel luogo l'afflusso di risorse reali e non risorse
stampella come quelle che sono necessarie per realizzare l'avviamento
di un economia, ma quelle risorse reali cioe' quelle che vengono dalle
tasche dei consumatori. Ecco dunque che se l'anno scorso abbiamo centrato
l'obiettivo di premere con forza sulla realizzazione di uno strumento
di intervento misto, istituzionale e non istituzionale, atteso che
poi il cittadino difficilmente lo si puo' collocare in una posizione
extra istituzionale perche' la costituzione lo vede addirittura come
la base, il pilastro.
L'anno scorso abbiamo posto il problema di come mettere in valore
delle risorse potenziali di un determinato territorio, quest'anno
l'obiettivo e' quello di analizzare gli strumenti per creare adduzioni
di utenza stabili e capaci di dare un economia non stagionale. Esistono
delle esigenze nella nostra societa', delle istanze, dei desideri
che sono gia' domanda e che vogliono incontrare un offerta, sono esigenze
a grandi numeri capaci quindi di dare un reale apporto di economia
a questi luoghi sono esigenze che stanno crescendo e che si stanno
strutturando proprio perche' sono esigenze reali, abbiamo visto l'anno
scorso tutto il mondo della terza eta', abbiamo visto che i comprensori
ecologico termali davano una risposta alle esigenze di socializzazione,
di abbattimento delle barriere di solitudine che nelle grandi citta'
costituiscono uno dei maggiori problemi dell'anziano, abbiamo sperimentato
con il Coordinamento Nazionale dei Centri anziani, ringrazio qui il
Sig. Giorgi e il Sig. Mattana per la loro presenza, delle formule
di collaborazione tra comprensorio e grandi associazioni di utenza
e abbiamo visto che e' necessario scavare nella societa' per cercare
al suo interno quelle esigenze che occorre far crescere, che occorre
far atterrare nella realta' perche' esse diventino domanda che accanto
all'offerta diventa economia, diventa occupazione stabile, reale e
collegata ad una motivazione visibile non ad una pseudo-motivazione
magari che e' come un taxi che dal momento del desiderio della risorsa
ci conduce ad essa e nel momento in cui la risorsa e' andata dalla
tasca A alla tasca B la motivazione viene lasciata per strada perche'
serviva solo come taxi.
Siamo andati oltre, dopo le prime sperimentazioni sul mondo degli
anziani che certo hanno riempito di soddisfazione quanti si domandavano
se queste risorse, questi servizi immateriali per la qualita' del
vivere, questi servizi per la cultura, per il tempo libero, per la
salute interessassero l'utenza. Abbiamo dimostrato che c'e' un grande
interesse sociale, abbiamo avuto il piacere da parte delle Ferrovie
dello Stato addirittura di inaugurare il primo "Treno della Salute"
ovvero un sistema per trasportare in maniera agevole, confortevole,
moderna grandi masse di utenza in qualsiasi parte d'Italia, essendo
la rete ferroviaria del nostro paese abbastanza estesa. Quindi questa
sperimentazione oggi appartiene non piu' al bagaglio delle aspettative
ma al bagaglio della realta', invitiamo tutti i centri termali italiani
a prendere visione. C'e' qui il Coordinatore del Comprensorio- Sirino-Maratea
il Dr. Ponzo che e' anche il Responsabile delle Politiche Termali
dell'Istituto, gli amici Coordinatori di Fiuggi, delle altre citta'
che sono intervenute, il Dr. Ciorra in particolare che saluto ringraziandolo
della sua presenza, ecco prendiamo visione tutti insieme di questa
esperienza fatta, non basta che ci sia una domanda bisogna pure creare
pure le condizioni attraverso il sistema dei trasporti perche' questa
domanda possa arrivare con facilita' in maniera confortevole, serena
ai siti. Ma questo non basta perche' non dobbiamo fermarci alle esigenze
del mondo degli anziani, quando noi sappiamo che la rete termale italiana
puo'dare risposta alle esigenze di manutenzione dello stato di salute
di tutta la popolazione. Arriviamo dunque al tema della giornata,
abbiamo individuato nella legge 626/94 sulla tutela della salute dei
lavoratori uno strumento formidabile per richiamare l'attenzione su
tre concetti:
1. esigenza di dare a ciascun lavoratore in funzione delle sue condizioni
di rischio uno specifico contratto di manutenzione cosi' come esso
viene dato ad ascensori, caldaie, centralini telefonici e tutti gli
strumenti di cui e' dotato qualsiasi ufficio o fabbrica.
2. Candidare per questa funzione l'intera rete termale italiana.
3. Portare chiarezza all'interno della legge 626 in particolare all'art.16
che pone degli obblighi di accertamenti sulle condizioni di rischio
e giustamente per una legge introduttiva non specifica questi accertamenti
delle condizioni di rischio chi li deve fare, dove si devono fare
e chi li deve pagare. Non e' irrilevante in una legge che pone come
obiettivo la tutela della salute il fatto che non si sappia questa
tutela chi la deve fare, dove la deve fare e chi la paga, perche'
diventa veramente difficile per chi poi dovra' applicare la legge
o per quei poveri Magistrati che dovranno addirittura applicarla in
maniera durissima (perche' prevede delle sanzioni penali), andare
ad avere un opinione in merito ad un dettato che manca di elementi
cosi' fondamentali. Noi pensiamo che ci sara' una stagione lunghissima
di circolari ministeriali interpretative, forse a Fabriano esauriranno
le scorte di carta per i prossimi anni, perche' questi novantaquattro
articoli creano un terremoto anche psicologico. Noi non vogliamo con
questo nostro contributo aumentare la temperatura della 626 perche'
gia' e' elevata la massimo, ma vogliamo dare un contributo di chiarezza
perche' la storia insegna che la temperatura aumenta tutte le volte
che non si sa' cosa si deve fare, cioe' tutte le volte che uno parla
perche' non c'e' chiarezza, non c'e' ordine, non c'e' visione delle
cose, ecco noi pensiamo che il nostro modestissimo contributo di questa
mattina e' proprio quello di immaginare di poter dare una risposta
o una parte di risposta a questa domanda: tutela della salute dei
lavoratori art.16 e tutti gli altri che sono direttamente ed indirettamente
connessi con il cuore di questo obiettivo, chi deve fare questi accertamenti,
dove li deve fare e chi li deve pagare.
Successivamente e' mia speranza che si ponga anche l'attenzione su
quelli che possono essere gli aspetti delle conseguenze, ecco proviamo
una volta tanto a chiudere gli occhi e ad immaginare questo sistema
della 626 integrato con il termalismo funzionante gia' da 10 anni,
proviamo tanto non costa niente, ecco proviamo a immaginare in base
alle condizioni di rischio, all'eta', alle condizioni di rischio genotipiche
e fenotipiche, ogni soggetto abbia un suo periodo di manutenzione
da fare, immaginiamo che questo periodo di manutenzione provochi una
riduzione della spesa dei farmaci, una riduzione delle giornate lavorative,
provochi un miglioramento della performance e anche della qualita'
del rapporto di lavoro, ecco proviamo a chiudere gli occhi, rimanendo
convinti dello scenario in termini di risparmio, di qualita' della
vita, di rispetto della biologia delle condizioni biologiche, riapriamo
gli occhi e proviamo ad immaginare cosa serve perche' questo sogno
diventi realta'. Certe volte uno riapre gli occhi e si accorge che
trasformare quel sogno in realta' e' una cosa difficilissima e allora:
o li richiude e continua a sognare oppure sogna qualche altra cosa.
Ma in questo caso Signori miei, amici , in questo caso esiste gia'
da domani mattina pronta una rete di strutture capaci di mettere in
moto questo meccanismo e di entrare a pieno regime con una politica
di finanziamento alla innovazione tecnologica. Per una funzione cosi'
importante di certo non si potrebbe ricorrere alla politica delle
nozze con i fichi secchi, abbiamo un credito sportivo che riguarda
una parte nobile della vita del paese pero' una parte non meno nobile
della vita del paese che e' quella della salute, non consente agli
operatori di accedere a nessun tipo di agevolazione, ne' comunitaria
ne' nazionale, ne' regionale. Questa e' un assurdita' che penalizza
l'operatore termale, la rete termale , l'evoluzione del know-how scientifico,
tecnologico. Eppure questo sistema potrebbe entrare a regime con un
organizzazione che potrebbe essere affidata a livelli istituzionali
che gia' da anni operano in questi settori, potrebbe entrare a regime
pieno nel giro di tre anni. Ma immaginate voi cosa potrebbe voler
dire una cosa del genere nell'ambito di un panorama lavorativo, nell'ambito
della contrattazione, noi l'anno scorso parlavamo del congedo straordinario
con recupero ma qui si va oltre, qui si va proprio nella essenza di
una contrattazione di contenuto e non piu' una contrattazione esclusivamente
economica. E' questo il classico caso dove questo tipo di contenuto
e' non dico vicariante o sostitutivo ma di pari dignita' rispetto
al contenuto economico, perche' oggi appartiene alla cultura di tutti,
oggi la preoccupazione per la propria salute e' un tema che tocca
tutti. Ricordo che l'altro giorno parlavo con il Sig. Giorgi e ricordavamo
di come nella storia del lavoro venisse trattato il problema del danno
biologico conseguente all'applicazione di un essere umano a processi
produttivi di varia natura, ecco all'inizio questo danno biologico
veniva trattato in un modo molto semplice cioe' si diceva che era
naturale che uno lavorando si ammali, poi con il passare dei decenni
si e' arrivati a monetizzare questo danno biologico cioe' la famosa
indennita' di rischio, cioe' tu lavori stai prendendoti un rischio
e quindi io ti do' dei soldi. Adesso questo non e' piu' sufficiente
cioe' adesso non ci sono soldi che potrebbero pagare la perdita da
un punto di vista morale, da un punto di vista etico, qui usciamo
dalla contrattazione, usciamo dai discorsi, entriamo nel cuore dell'etica,
nessuno potrebbe accettare mai un discorso del genere. Allora ecco
arriva la 626, arriva la 626 e dice: bene signori il danno biologico
cominciamo ad ostacolarlo al suo insorgere nelle fabbriche, negli
uffici etc., controlliamo che nonostante la messa in moto di questa
griglia di prevenzione e di tutela, controlliamo che questo danno
biologico non conduca all'aggravamento o all'istaurarsi delle condizioni
di rischio. E' un salto di qualita' importante, imponente concettualmente
una svolta metodologica nel trattare i problemi. La 626 finche' non
sara' dotata delle indicazioni chiare, inequivocabili di quelle che
sono le strutture dove questa mole di attivita' debbano essere svolte
sara' una legge che dara' molte aspettative senza pero'alla fine mettere
in moto nessun meccanismo reale.
Come avete notato, parlo specialmente all'amico Antonio Papaleo, Segretario
della CISL Regionale della Basilicata, il mondo termale non e' presente
su questo tavolo, non perche' non lo abbiamo invitato, ci mancherebbe,
ma perche' con discrezione e con garbo il mondo termale ha dato la
sua disponibilita' a dire: siamo qui, se avete le idee chiare chiedeteci
e come si diceva una volta vi sara' dato. Ma guai a pensare che questo
processo culturale di rivisitazione di una proposta di nuovo assetto
sociale possa nascere dalla spinta di interessi, qui c'e' un problema
sociale e le terme oggi educatamente, diplomaticamente dicono siamo
a disposizione, non vogliamo che questa analisi venga sul nascere
ad essere falsata da un concetto di interessi. Questo sia ben chiaro.
E' stato presentato un emendamento (di cui si puo' aver copia dalla
segreteria) molto preciso, che dice in sintesi tutto quello che ho
cercato cosi' di riassumere abusando della vostra cortese attenzione
fino adesso, questo emendamento ha gia' delle possibili percorribilita'
in termini di accettazione attiva dal mondo sindacale una accettazione
attiva da parte del mondo imprenditoriale illuminato che vede nella
manutenzione della propria forza lavoro come si diceva una volta,
una miglior performance. In fondo in un azienda oggi l'investimento
maggiore e' quello nella risorsa umana. Lo sanno tutti gli imprenditori
qui presenti quanto esso pesi sui bilanci di qualsiasi societa' Questo
patrimonio di investimenti ha bisogno di essere tutelato e quindi
e' opportuno che questo emendamento che leggeremo che distribuiremo
possa pubblicamente, ufficialmente avere l'appoggio soprattutto delle
forze sindacali, perche' se ci sara' l'appoggio delle forze sindacali
avremo la coscienza diretta che sono i diretti interessati a portare
avanti il discorso, avremo coscienza che esiste da parte dei diretti
interessati una condizione di idee chiare, rispetto agli strumenti
con cui raggiungere i nobili scopi che la 626 si pone di raggiungere.
L'Unionterme, l'Assoterme, la Federterme hanno mandato qui degli osservatori
che indubbiamente avranno il compito di portare il messaggio che uscira'
da questo dibattito e ai quali intanto diciamo grazie per essere venuti
e per aver portato la disponibilita' di un patrimonio importante di
proprieta' dello Stato da loro semplicemente avuto in concessione
che,pezzo dello Stato, parte dello Stato, parte di noi vuole dare
una mano ai problemi di tutti dichiarando ripeto, la piena disponibilita'.
Io ringrazio il Prof. Franco Garbaccio colonna del Convegno , insieme
al Prof. Venerando al Prof. Giancotti ad Andrea Karajannis da Rodi,
al Dr. Parlati del Dipartimento Turismo della Presidenza del Consiglio
agli amici Benelli, Cioffi, Ciorra, Fiuggi, ecco vi dico grazie perche'
oggi da questi lavori uscira' fuori qualcosa di importante, di importante
perche' finalmente potremmo cortocircuitare una esigenza con la sua
soluzione . Prima di salutarvi volevo presentare il Presidente Claudio
Caponetto, Presidente di Sezione della Corte dei Conti, il Dr. Giovanni
Maria Pirone, Direttore Generale dell'Istituto di Medicina Sociale
che poi e' l'Istituto cardine perche' il termalismo noi lo vorremmo
allontanare un pochino dal Ministero della Sanita' e avvicinare un
po' di piu' al Ministero del Lavoro perche' li' il termalismo sta
un pochino piu' lontano da certe come dire pesanti vicinanze che lo
tengono un po' nano. Salutiamo Antonio Papaleo Segretario Regionale
della CISL Basilicata, Rosario Scalia, Consigliere della Corte dei
Conti, quindi vedete oggi sentiremo parlare persone autorevoli, quindi
bisogna stare molto attenti ad ascoltare e per ultimo il Prof. Giornelli
che ringrazio vivamente perche' rappresenta quello che il mondo accademico
e' nei nostri cuori cioe' un punto di riferimento per quella pacatezza
di analisi e oggettivita' di visione delle cose che e' particolarmente
necessario in un dibattito come questo. Il discorso comunque e' questo:
la logica degli orticelli e' giusto che ce l'abbiano i faccendieri
la cultura non puo' avere e non ha mai avuto la logica degli orticelli
qui c'e' bisogno di interventi autorevoli perche' quando l'intervento
e' autorevole i commenti sono pochi, le parole sono poche e i fatti
sono tanti e noi un intervento piu' autorevole di quello determinato
dalla sua presenza non potevamo immaginarlo ne' sperarlo. Nel ringraziarvi
dell'attenzione concessa darei la parola al Dr. Giovanni Maria Pirone,
Direttore Generale dell'Istituto di Medicina Sociale. Grazie.