Dedicato ad Andrej


La tristezza era ben evidente nei nostri volti ,nessuno aveva la voglia di parlare ,avevamo fatto ritorno a Minsk negli uffici della Fondazione da Gomel dove si era partecipato ai funerali di Andrey.

Dalla finestra era ben visibile la bufera di neve che imperversava sulla città',il nostro era un comportamento totalmente automatico:le liste dei bambini continuamente predisposte da Lena e Svetlana,Marcello che tentava di comunicare con l'Italia e Fabrizio che giocherellava con la biro con lo sguardo assente di fronte ad un foglio di blocco-notes bianco.

Una scena irreale spiegata dalla tragedia che ancora incombeva su ognuno di loro.

A Fabrizio piaceva scrivere poesie e cosi' prese a scrivere su quel blocco estraneandosi da quella realta':

"La mia vita"

Il mare in tempesta è la festa

il cuor contesta

nel silenzio delle idee rimaste

"Andrey"

L'eta' e l'ardore vinte

dal male,

il fuoco della speranza spento dall'ignoranza,

inarrestabile il vento deposita l'essenza

sul terreno della lontananza.

"Neve"

Bianco gelo,

caldo velo,

morbido cielo.

La terra esulta in tua presenza,

la stella illumina la stalla ,

la Nativita' e' tramandata nella

tua città'.

Il sole con rancore ti distrugge

per ricordare che tutto fugge.

Pacifici Fabrizio

La sua vita in quel momento era un mare in tempesta,i suoi affetti familiari protestavano continuamente per la sua assenza,in silenzio cercava di riordinare le idee rimaste.

Andrey era stato vinto,pur givanissimo,dalla leucemia contratta a seguito dell'incidente nuleare di Cernobyl.

La speranza di guarigione si era lentamente spenta dall'incapacita' della medicina di vincere tale malattia.

La morte, inesorabile,sopraggiungeva vincendo la debole resistenza rimasta ad Andrey ed in un baleno,come un soffio di vento,il suo corpo veniva trasportato e sepolto in un cimitero di Gomel lontano dagli amici ed affetti rimasti in Italia.

La neve vista dalla finestra dell'ufficio di Minsk raffigurava il gelo delle idee,il tepore di una coperta che ti avvolge come un morbido cielo.

Tutta la terra esulta di fronte ad una immagina che ricorda la Nativita' e che per secoli viene tramandata in tutta la sua bellezza.

Il sole che,non si commuove,la distugge con il calore dei suoi raggi ricordandoci che tutto e' un continuo rincorresi tra la vita e la morte.

Ironia della sorte,al loro ritorno,nel giornale edito dall'ammiistrazione comunale vi era un bando di concorso per poesie inedite a cura dell'Accademia di arte moderna di Roma.

Fabrizio vi partecipo' e si ritrovo' tra i candidati ammessi alla selezione finale riscuotendo un successo non preventivabile.

La finale e la consegna del premio avvenne in forma ufficiale all'Accademia di Arte Moderna con l'assegnazione del quinto premio :diploma in pergamena con l'esito del concorso.

PACIFICI FABRIZIO